Limina. Intorno al testo (2026-1)

ISBN 9788833595252-3-2-1-1-1-1 Categorie , Tag
ISSN: 3035-3343
Anno: Giugno 2026
Annata: 3
Fascicolo: 1
Pagine: 296
Rivista: Rivista Limina

Indice

Between Objects, Annotations, and Words: Archaeological Narrative

Il contributo discute, per campioni diversi e tramite brevi non esaustivi riferimenti, la produttività del campo semantico e operativo delle note in margine nel campo della cultura materiale antica, dalle annotazioni burocratiche, ai segni di cantiere, alle iscrizioni che modificano il senso degli oggetti e trasportano chi osserva e legge dallo spazio reale in luoghi dell’altrove.

Drawing on selected case studies and brief, non-exhaustive examples, this contribution explores the semantic and functional potential of marginal annotations in ancient material culture. From bureaucratic notes and builders’ marks to inscriptions that transform the meaning of objects, these textual traces invite viewers and readers to move beyond physical space and into realms of otherness and imagination.

Margins and limina in Greek Books from the Hellenistic Age to Late Antiquity

Il contributo si propone di illustrare le evoluzioni dei segni e delle notazioni marginali nelle fasi più antiche della storia del libro greco, prendendo in esame materiali scritti di provenienza egiziana relativi a un arco cronologico ampio, dalla prima età ellenistica alle soglie dell’età araba. Il percorso proposto partirà dagli esempi più antichi di libri in forma di rotolo, come l’Odissea trovata a Medinet Ghoran da Pierre Jouguet nel 1901, per arrivare ai codici tardoantichi di Ossirinco e Antinoe, cercando di mostrare come lo studio dei vettori materiali del testo possa consentire di esplorare scenari storico-culturali altrimenti inattingibili.

The paper aims to illustrate the evolution of marginal signs and notations in the earliest phases of the history of the Greek book, examining written artefacts of Egyptian provenance over a broad chronological span, from the early Hellenistic period to the threshold of the Arab age. The survey will begin with the oldest examples of books in scroll form, such as the Odyssey found at Medinet Ghoran by Pierre Jouguet in 1901, and proceed to the late antique codices from Oxyrhynchus and Antinoopolis, seeking to show how the study of the physical features of ancient books (the ‘material carriers’ of the text) can open up historical and cultural horizons that would otherwise remain beyond reach.

Molti studi sono stati condotti sul riuso dei materiali scrittori nell’antichità. Un minor numero di informazioni abbiamo sul riuso del papiro, materiale più fragile della pergamena e meno soggetto alla riscrittura. Questo studio, partendo da alcuni casi già analizzati, intende ripercorrere le fonti letterarie e analizzare alcuni casi particolari.

Numerous studies have investigated the reuse of writing materials in antiquity. Less information is available, however, on the reuse of papyrus, a material more fragile than parchment and less prone to erasure and rewriting. Drawing on a number of previously studied cases, the present contribution re-examines the literary evidence and discusses several noteworthy examples.

Limina: The Liminal Spaces of a Latin Literary Text

I significati del vocabolo latino limen / limina sono alla base di una riflessione sulla possibilità di applicare i concetti di paratesto e di soglia, così come definiti da Gérard Genette, ai testi letterari latini. L’analisi di alcuni contesti di opere di prosa e di poesia consente di verificare come il paratesto, con i suoi elementi, costituisca il luogo privilegiato dall’autore per orientare e condizionare il lettore sulla soglia del testo.

The meanings of the Latin term limen / limina form the basis of a reflection on the possibility of applying the concepts of paratext and threshold, as defined by Gérard Genette, to Latin literary texts. The analysis of several contexts of prose and poetry allows us to see how the paratext, with its elements, constitutes the author’s privileged place to orient and influence the reader at the threshold of the text.

A survey of Dialect Translations of the Commedia (1700-2019): Observations and Perspectives

L’articolo ricostruisce la storia delle traduzioni dialettali della Divina Commedia, smentendo il presunto primato seicentesco del frate messinese Paolo Principato e individuando nel “travestimento” dell’Inferno di Carlo Porta il vero punto di partenza documentato del fenomeno. Attraverso un censimento aggiornato fino al 2019, è stato possibile registrare 305 traduzioni, tra edite e inedite, mostrando come il fenomeno sia molto più ampio e diffuso di quanto finora ritenuto. L’analisi evidenzia una distribuzione geografica sostanzialmente equilibrata tra Nord, Centro e Sud Italia e una forte crescita nel secondo Novecento. L’Inferno risulta la cantica più tradotta, mentre Purgatorio e Paradiso ricevono minore attenzione. Le traduzioni dialettali emergono come importante strumento di divulgazione dell’opera di Dante e costituiscono un fenomeno letterario nazionale ancora vitale e in espansione, strettamente legato alla fortuna critica e culturale del poeta fiorentino.

The article reconstructs the history of dialect translations of the Divine Comedy, disproving the alleged seventeenth-century primacy of the Messinese friar Paolo Principato and identifying Carlo Porta’s “travestimento” of the Inferno as the first documented starting point of the phenomenon. Through an updated survey extending to 2019, it was possible to record 305 translations, both published and unpublished, demonstrating that the phenomenon is far broader and more widespread than previously believed. The analysis reveals a substantially balanced geographical distribution across Northern, Central, and Southern Italy, as well as significant growth during the second half of the twentieth century. Inferno emerges as the most frequently translated cantica, while Purgatorio and Paradiso have received comparatively less attention. Dialect translations thus appear as an important means of disseminating Dante’s work and constitute a nationwide literary phenomenon that remains vibrant and expanding, closely linked to the critical and cultural reception of the Florentine poet.

Dwelling at the Margins. Twentieth-Century and Present-Day Explorations

L’articolo esamina la complessa questione dei cosiddetti “margini” (e vari derivati), alla luce dei cambiamenti socioculturali, geopolitici e di stile di vita intervenuti globalmente nella seconda metà del Novecento. Sono numerosi i campi del sapere interessati dal concetto di “margini”: filosofia, sociologia, economia, scienze umane, letteratura, storia, geografia sociale, architettura e urbanistica. Si è tentato di esaminare alcuni dei numerosi punti di svolta (Jacques Derrida, Marges de la philosophie; Michel Foucault, Histoire de la folie…; the “Nietzsche Renaissance”; the “French Theory”, Subaltern Studies, Postcolonial Studies).

This article examines the complex issue of the so-called “margins” and other equivalents, considering the sociocultural, geopolitical, and lifestyle changes that occurred globally in the second half of the twentieth century. There are numerous large fields of knowledge concerned with the concept of “margins”: philosophy, sociology, economics, human sciences, literature, history, social geography, architecture and urban planning. We made an attempt to examine some of the key turning points (Jacques Derrida, Marges de la philosophie; Michel Foucault, Histoire de la folie…; the “Nietzsche Renaissance”; the “French Theory”, Subaltern Studies, Postcolonial Studies).

Liminal Writings in Manuscripts of the Latin Classics: the Case of Montpellier, Bibliothèque Universitaire de Médicine, ms. H 125

Tra le scritture liminari dei manoscritti medievali, quelle poste nei fogli iniziali e finali hanno un ruolo e un’importanza specifica. Il contributo prende in considerazione quelle del ms. di Montpellier, Bibliothèque Universitaire de Médecine, H 125 di Persio e Giovenale, un manoscritto di Lorsch passato alla biblioteca palatina di Heidelberg, poi ai fratelli Pithou e infine alla biblioteca di Montpellier, la cui storia e influenza sono ricostruibili attraverso le tracce lasciate dal tempo in queste pagine tormentate.

Among the liminal writings of medieval manuscripts, the texts found on the opening and closing leaves hold a uniquely significant role. This contribution examines the liminal writings in the manuscript Montpellier, Bibliothèque Universitaire de Médecine, H 125, containing Persius and Juvenal. Originally from Lorsch, the manuscript passed to the Palatine Library in Heidelberg, then to the Pithou brothers, and finally to the library of Montpellier; its history and influence can be reconstructed through the traces left over time on these weathered pages.

For Dante’s Biography: An Obituary Note in the Manuscript London, British Library, Additional 31918

Il contributo si sofferma sul problema dell’individuazione del giorno natale di Dante, di cui esamina le varie date proposte. Inoltre, pubblica una nota obituaria che figura sull’ultima carta del manoscritto London, British Library, Additional 31918, c. 253r (Dante, Inferno; Guido da Pisa, Expositiones et glose super ‘Comediam’ Dantis).

This paper addresses the problem of identifying Dante’s birthday, examining the various proposed dates. It also publishes an obituary note appearing on the last leaf of the manuscript London, British Library, Additional 31918, fol. 253r (Dante, Inferno; Guido da Pisa, Expositiones et glose super ‘Comediam’ Dantis).

D’Annunzio’s Annotations on Dante’s Commedia

Il saggio esamina le postille di Gabriele d’Annunzio all’edizione Scartazzini della Commedia, conservata al Vittoriale, restituendole alla loro autonomia filologica e interpretativa, al di là del successivo riuso nel Libro segreto. Attraverso l’analisi puntuale di una serie di appunti, chiose e segni di lettura, databili in parte al periodo francese (1909-1921), emerge una pratica esegetica di natura poetica, fondata sull’immediatezza visiva e sulla consonanza emotiva con i personaggi danteschi. Le note rivelano un d’Annunzio che, nel pieno dei propri rovesci biografici, si identifica con figure punite e sofferenti (Caifa, Vanni Fucci) e con l’eroismo visionario di Ulisse, trasformando la lettura in un esercizio di autorappresentazione e rifondazione del sé poetico. Le postille si configurano così come luogo di costruzione dell’identità autoriale, testimonianza di un rapporto dinamico, non erudito ma performativo, con il poema dantesco, e aprono nuove prospettive sul dialogo tra d’Annunzio e Dante al di fuori dei codici della critica precedente.

The essay offers an examination of the annotations made by Gabriele d’Annunzio in Scartazzini’s edition of the Commedia, preserved at the Vittoriale, restoring these materials to their philological and interpretative autonomy beyond their later reuse in the Libro segreto. A close analysis of a series of notes, marginal comments, and reading marks, some of which can be traced back to the writer’s French period (1909-1921), reveals an exegetical practice that is fundamentally poetic, grounded in visual immediacy and a deep emotional resonance with Dante’s characters. The annotations portray a d’Annunzio who, in the midst of personal and biographical setbacks, identifies with figures of punishment and suffering (Caiphas, Vanni Fucci) as well as with the visionary heroism of Ulysses, transforming the act of reading into an exercise in self-fashioning and the reconfiguration of the poetic self. The marginalia thus emerge as a privileged site for the construction of authorial identity, documenting a dynamic and performative, rather than erudite, engagement with Dante’s poem, and opening new perspectives on the dialogue between d’Annunzio and Dante beyond the boundaries of previous critical tradition.

Graziana Pentich: Traces of Dantean Readings in Her Library Collection

Graziana Pentich (1920-2013) è stata pittrice, poetessa e giornalista nel contesto culturale del dopoguerra, attraversato a fianco del suo compagno Alfonso Gatto. Nel fondo librario “Graziana Pentich – Alfonso Gatto” (Fondazione Maria Corti) si conservano diversi volumi danteschi. Attraverso la classificazione delle tracce di lettura riconducibili alla mano di Pentich, il mio contributo intende offrire una panoramica dei passi danteschi evidenziati sia in un’ottica intertestuale che da un punto di vista biografico: la trama di note e rimandi che viene intessuta da Pentich con la poesia dantesca sembra infatti riguardare anche la valutazione della propria esperienza personale di donna.

Graziana Pentich (1920-2013) was a painter, poet, and journalist active in the cultural context of the postwar period, which she experienced alongside her partner Alfonso Gatto. The “Graziana Pentich – Alfonso Gatto” book collection preserves several volumes of Dante’s works. Through the classification of reading traces attributable to Pentich’s hand, this essay aims to offer an overview of the highlighted Dantean passages, both from an intertextual and a biographical point of view. The network of notes and references that Pentich weaves with Dante’s poetry appears to reflect an assessment of her own personal experience as a woman.

In Elsa Morante’s Library: Authorial Notes on the Commedia for La Storia

Il saggio si concentra sulle note autografe rinvenute nella Commedia personale di Elsa Morante. Oltre al materiale d’archivio, l’analisi dei volumi conservati tra gli scaffali dell’autrice consente di approfondire alcuni aspetti centrali della sua produzione letteraria. L’attenzione si focalizza in particolare su La Storia, il suo penultimo romanzo, e sull’influenza dantesca che lo attraversa. Tale prospettiva viene indagata a partire da alcune note autografe annotate su un foglio sciolto rinvenuto all’interno della copia personale della Commedia, per poi estendersi all’individuazione di ulteriori suggestioni dantesche presenti nell’opera.

This essay focuses on the handwritten notes found in Elsa Morante’s personal copy of the Commedia. In addition to archival material, analysis of the volumes preserved on the author’s shelves allows for a deeper understanding of some key aspects of her literary production. The focus is particularly on La Storia, her penultimate novel, and the Dantean influence it bears. This perspective is explored starting with some handwritten notes on a loose sheet of paper found within her personal copy of the Commedia and then extending to identify further Dantean influences present in the work.

Fortini and Sanguineti’s marginalia on Dante

Muovendo dai materiali censiti dal progetto AMargine, il contributo indaga le tracce di lettura lasciate da Franco Fortini ed Edoardo Sanguineti sui loro volumi danteschi. L’analisi delle postille mostra come Dante costituisca, per entrambi, un caso peculiare rispetto alle abituali pratiche di annotazione: Fortini sospende la dimensione di riscrittura e polemica che caratterizza i suoi interventi marginali più cospicui, mentre in Sanguineti l’abituale economia dei segni lascia spazio, almeno in un caso, a una annotazione fittissima, verbale ed esplicativa. Le biblioteche d’autore emergono così come spazi privilegiati per osservare la trasformazione della lettura in attività intellettuale, consentendo di precisare forme e modalità della ricezione novecentesca di Dante.

Drawing on the materials catalogued by the AMargine project, this article investigates the traces of reading left by Franco Fortini and Edoardo Sanguineti in their annotated copies of Dante’s works. The analysis reveals Dante as a distinctive case within both authors’ marginal practices: Fortini largely suspends the rewriting and polemical impulse that characterizes much of his annotation, whereas Sanguineti’s usually sparse and economical markings give way, at least in one copy, to a dense network of verbal and explanatory notes. The study thus presents authors’ libraries as privileged sites for observing the transformation of reading into intellectual work, while offering new insights into twentieth-century receptions of Dante.

Narrating Reading: Models of Scholarly Editing and Research in the AMargine Project

Il contributo presenta il modello di edizione digitale sviluppato nell’ambito del progetto PRIN AMargine, dedicato alle biblioteche d’autore e ai marginalia di alcuni protagonisti della poesia del secondo Novecento. Dopo aver illustrato l’architettura della piattaforma e i criteri adottati per la sua realizzazione e per la descrizione delle postille, si espongono le principali modalità di fruizione e interrogazione del corpus. Attraverso esempi tratti dalle biblioteche di Alfredo Giuliani, Franco Fortini, Antonio Porta e Amelia Rosselli, il saggio mostra come la schedatura sistematica dei segni di lettura consenta sia forme di osservazione quantitativa del corpus, sia analisi ravvicinate dei singoli interventi.

The essay introduces the digital editing model designed as part of the PRIN AMargine, dedicated to the authorial libraries and marginalia of key figures in late twentieth-century poetry. Following an overview of the platform’s architecture and the methodologies employed for its development and for metadata description of the annotations, the study details the main modalities for navigating and querying the corpus. Utilizing examples from the book collections of Alfredo Giuliani, Franco Fortini, Antonio Porta and Amelia Rosselli, the paper illustrates how the systematic indexing of reading signs allows for both macro-level quantitative analyses of the corpus and micro-level close readings of specific marginal notes.

The Thorn in the Flesh: Body, Eros, and Existence in Alfredo Giuliani’s Reading Notes

Il contributo indaga i volumi postillati della ricchissima biblioteca di Alfredo Giuliani, più di 15000 titoli, conservata presso il Centro per la tradizione manoscritta di autori contemporanei dell’Università di Pavia. Muovendosi tra le letture letterarie, filosofiche, psicoanalitiche e antropologiche di Giuliani, e guardando alla sua produzione di critico e di scrittore, il saggio ricostruisce, attraverso le postille sui volumi e i dossier genetici del Giovane Max (Adelphi 1972) una costellazione di letture incrociate (Stendhal, Kierkegaard, Gide, Jean Wahl, Bataille, ma anche Spinoza, Freud, Lacan, Merleau-Ponty) fondamentale per la formazione e lo sviluppo di una costante tematica di Giuliani, il rapporto strettissimo tra corpo, eros e scrittura.

This paper investigates the annotated volumes in the extensive library of Alfredo Giuliani, comprising more than 15,000 titles, preserved at the Centro per la tradizione manoscritta di autori contemporanei dell’Università di Pavia. Moving among Giuliani’s literary, philosophical, psychoanalytic, and anthropological readings, and looking at his production as a critic and writer, the essay reconstructs – through the marginalia in the volumes and the genetic dossiers of Il Giovane Max (Adelphi 1972) – a constellation of cross-readings (Stendhal, Kierkegaard, Gide,
Jean Wahl, Georges Bataille, as well as Spinoza, Freud, Lacan, Merleau-Ponty) crucial
to the formation and development of a thematic constant in Giuliani’s work:
the extremely close relationship between body, eros, and writing.

Patricia Highsmith, Carol and the Boundaries of the Diaries

Il saggio intende esaminare il celebre romanzo di Patricia Highsmith, Carol, mettendolo in relazione all’ampio repertorio dei suoi Diari e taccuini da poco conosciuti ed editi. Figure, stati di innamoramento, personaggi si intrecciano fra romanzo e la vita reale riportata dai Diari quasi in un continuo collocarsi ai confini di una narrazione non autobiografica ma in cui continuamente ritornano sensazioni e figure femminili che hanno attraversato, tra stati quasi d’estasi amorosa e drammi, la vita di Patricia come testimoniata dalle sue scritture private.

The essay aims to examine Patricia Highsmith’s celebrated novel Carol in relation to the extensive collection of her recently discovered and published Diaries and Notebooks. Figures, experiences of falling in love, and characters intertwine between the novel and the real life described in the Diaries, creating a narrative that is not autobiographical yet continually revisits the sensations and female figures who, in moments ranging from near amorous ecstasy to deep turmoil, passed through Patricia’s life as recorded in her private writings.