Copyright e Diritto d’autore sono la stessa cosa?
Facciamo un po’ di chiarezza

Sebbene spesso nel parlare comune si faccia riferimento all’uno o all’altro termine indistintamente, diritto d’autore e copyright designano due concetti in realtà differenti. Con qualche sovrapposizione, certo, ma che meritano di essere opportunamente distinti. 

Copyright

Il copyright (parola che, tradotta brutalmente, suona come “diritto di copia”) è un sistema di derivazione anglosassone in vigore principalmente negli stati del Commonwealth e legato a questioni di riproduzione e distribuzione delle opere, con implicazioni di tipo economico. Del resto, il concetto di copyright nasce nell’Inghilterra del Settecento, durante la rivoluzione industriale, ed è quindi figlio di un certo tipo di esigenze materiali.

Diritto d’autore

Il diritto d’autore, maturato invece nel clima culturale della Rivoluzione francese nei paesi che sono stati soggetti al dominio napoleonico, ha le sue fondamenta nella protezione dei diritti morali, oltre che patrimoniali, delle opere. Quando parliamo di diritto d’autore, è bene ricordare che siamo nell’ambito delle opere di ingegno di carattere creativo (diversamente dal brevetto, che invece riguarda le invenzioni industriali) che abbiano carattere di originalità e novità.

I diritti morali, che sono per loro natura inalienabili, riguardano la paternità e l’integrità dell’opera. Questo tipo di diritti si acquisisce al momento della creazione: l’autore di un libro è quindi automaticamente il titolare originario di tali diritti. I diritti patrimoniali sono invece cedibili e in Italia rimangono tutelati fino a 70 anni dalla morte dell’autore.

I contratti editoriali

Cosa succede, quindi, quando pubblico un libro e firmo un contratto di edizione? In questo caso, rimango pienamente titolare dei diritti morali sulla mia opera: nessuno potrà mai intestarsene la paternità o modificare i contenuti senza il mio consenso. Sono ceduti, invece, i diritti di utilizzazione economica, generalmente per alcuni anni. L’editore può così pubblicare e mettere in commercio il mio libro, traendo dei guadagni che, sotto forma di royalties, secondo accordi di volta in volta differenti, sono in parte redistribuiti all’autore in cambio della cessione dei diritti patrimoniali. 

I diritti di traduzione

Può capitare anche che i sistemi normativi del diritto d’autore si incontrino con la regolamentazione sul copyright, per esempio quando si pubblicano traduzioni di opere scritte in paesi anglosassoni. Per gestire questo territorio comune esistono delle convenzioni internazionali, come la Convenzione di Berna (siglata nel lontano 1886) e l’Agreement on Trade Related Aspects of Intellectual Property Rights (1994). La frequenza degli scambi internazionali e la globalizzazione hanno infine consolidato l’utilizzo di modelli contrattuali e che riescono a tutelare le esigenze di ciascuna parte.

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