Mass media e processo nel crimine

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Descrizione

La finalità di questo testo è evidenziare come, nell’ambito delle vicende giudiziarie, agli inquirenti spetti il compito di effettuare gli accertamenti, ai giudici quello di verificarne la fondatezza e ai giornalisti quello di darne notizia, senza suggestionare la collettività creando false e inopportune aspettative.
Tutte le parti in causa devono tenere sempre presente la necessità di raggiungere un giusto equilibrio tra i compiti dell’informazione – a cui la comunità sociale, in quanto sovrana, attinge – e quelli della magistratura, che amministra la giustizia in nome della medesima sovranità popolare. Il lavoro dei mass media e quello della magistratura, dunque, non vanno concepiti come due attività in contrasto tra loro, bensì come i due attori principali di una sinergia necessaria per confermare e ripristinare il bene comune che il crimine ha violato.

Indice
Introduzione
1. Il principio di non colpevolezza nei diversi ordinamenti giuridici
2. Gli atti del processo penale
3. I mass media e le udienze penali
4. L’attività giornalistica nelle vicende giudiziarie
5. La casistica: attualità e storia a confronto
Abbreviazioni
Bibliografia e sitografia

Nota sull’Autore
Nevio Brunetta è avvocato in utroque iure (foro Statale ed Ecclesiale), laureato in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Padova e in Diritto Canonico presso la Pontificia Università Lateranense di Roma.
Avvocato di Corte Suprema di Cassazione e delle Magistrature Superiori è Dottore in Diritto Canonico e insegna, allo IUSVE nel campus di Mestre e Verona, Diritto dell’informazione e della comunicazione al Corso di Laurea in Scienze e tecniche della comunicazione grafica e multimediale.