I diritti di Dio

Le cinque sfide dell'Islam all'Occidente

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Descrizione

L’Islam si espande e l’Occidente “arretra”, sul piano demografico e su quello culturale. Nelle società occidentali le grandi questioni esistenziali – dal ciclo della vita all’identità sessuale, dalla procreazione alla solidarietà sociale – sembrano ridursi a opzioni subordinate al desiderio. La comunità islamica si sente investita di una missione civilizzatrice e rivendica il diritto di vedere nella società un “dono” divino da custodire, piuttosto che un luogo d’incontro di individui alla ricerca della propria felicità. Questa è la tesi dei teorici dell’“alternativa islamica” e di tanti intellettuali e studiosi anche filo-occidentali. Ma l’Islam è profondamente inquieto al proprio interno, attraversato da insospettati processi di secolarizzazione e dilaniato da una sanguinosa “guerra civile”, di cui la nascita del “Califfato nero” è la manifestazione più violenta. L’Islam è in una fase “critica” e questa crisi coinvolge l’Occidente. L’Autore ricostruisce la riespansione islamica, dalla Primavera araba all’ISIS, mettendone a fuoco le radici storiche, e propone un nuovo approccio al confronto con la cultura giuridica e politica dell’Islam. Vengono identificate cinque sfide fondamentali che l’Islam lancia all’Occidente: un nuovo ordine geopolitico; la riscoperta della “comunità”; il ritorno della religione nello spazio pubblico; l’integrazione antagonista; il fondamento metafisico del diritto.

Indice:
Introduzione
1. Che cos’è l’espansione islamica
2. La Primavera araba e il doppio ciclo politico-costituzionale dell’Islam mediterraneo
3. Guerra civile nell’Islam
4. Le cinque sfide dell’Islam all’Occidente
Conclusioni
Bibliografia

Nota sull’Autore
Ciro Sbailò insegna Diritto pubblico comparato nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Kore di Enna, dove dirige SKAI – Centro Studi Kore sul costituzionalismo Arabo e Islamico e la rivista Alexis. Testi per il dialogo giuridico euromediterraneo. È consulente giuridico e partecipa attivamente al dibattito sulle riforme istituzionali in Italia. Da alcuni anni, i suoi studi sono prevalentemente dedicati al costituzionalismo islamico contemporaneo, di cui è considerato tra i maggiori esperti, e ha curato la traduzione dall’arabo della Costituzione egiziana del 2012 e di quella del 2014. Interviene, in qualità di docente, in numerose iniziative scientifiche di carattere interdisciplinare dedicate al mondo islamico e tiene lezioni di diritto costituzionale italiano ed europeo per giovani provenienti da Paesi arabi. È autore di diverse monografie e saggi scientifici, tra cui Principi sciaraitici e organizzazione dello spazio pubblico nel mondo islamico (2012) e Diritto pubblico dell’Islam mediterraneo (2014). È membro dell’Associazione Italiana di Diritto Pubblico Comparato ed Europeo, dell’Associazione Italiana Costituzionalisti e dell’Associazione Italiana di Diritto comparato e collabora a diverse riviste giuridiche, tra cui Diritto pubblico comparato ed europeo, Quaderni costituzionali, Federalismi.it. Nell’agosto del 2016 è stato nominato, insieme ad altre personalità del mondo accademico e della comunicazione, membro della Commissione sullo stato attuale del fenomeno della radicalizzazione e dell’estremismo jihadista in Italia, istituita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.